| Un buon servitore... |
Nel 1946 termina il servizio militare e riprende il suo noviziato a Blaj. Riveste quindi nuovamente gli abiti religiosi. Per questa occasione furono invitati i suoi genitori. Un aneddoto racconta che in quella occasione il postino consegnando la lettera fece confusione tra la parola sepoltura ed investitura che nella lingua romena sono molto simili (« înmormantare » et « învesmantare ») e così invitò i genitori a partecipare alla « sepoltura alla vita religiosa » del loro figlio. Qualche mese dopo la sua entrata la casa di noviziato viene nuovamente trasferita. La nuova località sarà Hârseni, nella provincia di Făgăraşi, dove finalmente farà la sua prima professione religiosa. Terminato il noviziato, il giovane Teofil sarà inviato a Blaj nella comunità assunzionista « Casa Domnului » per proseguire la sua formazione teologica. Ma la sorte gli è nemica. Dopo i primi due anni teologia, il regime comunista, salito nel frattempo al potere, sopprime la Chiesa greco – cattolica e ogni forma di vita religiosa nel paese. Il primo agosto 1948 padre Teofil fa la sua professione religiosa perpetua, due giorni dopo sarà ordinato suddiacono, un giorno più tardi sarà ordinato diacono ed infine l’8 agosto 1948 sarà ordinato prete dal futuro vescovo martire mons. Ioan Suciu.
Riferendosi a quersta serie di eventi, spesso il P.
Teofil scherzava dicendo : « ho seguito le stesse tappe del Patriarca
Potius di Costantinopoli, che da semplice laico, in una settimana fu
ordinato vescovo » Il P. Teofil ritorna in famiglia ad Arad e troverà lavoro come ragioniere in una fabbrica di tabacco. Tre anni, dopo nel mese di luglio, è richiamato nell’esercito dove seguirà un corso di formazione per ufficiali del genio, nella città di Timişoara. Terminato il periodo di leva rientra ad Arad dove proseguirà il suo lavoro di contabile alla fabbrica di tabacchi. Inquisito dalla polizia fu continuamente sorvegliato e doveva rendere conto regolarmente di tutte le sue attività (incontri, visite, discussioni) ad un ufficiale del regime.
Riguardo a questo, spesso scherzava dicendo : «andavo a
rendere conto delle mie attività al mio vescovo » La Securitate ( la polizia segreta comunista) non l’ha risparmiato nemmeno il giorno della morte di sua madre. Convocato per l’ennesimo interrogatorio, non gli fu possibile partecipare al funerale.
Quel giorno, amareggiato, disse all’ufficiale che l’interrogava
: «oggi mia madre e morta e voi mi avete chiamato per l’interrogatorio… ».
Il poliziotto gli rispose freddamente : «io non faccio altro che il mio
lavoro ». Fu così che trascorse un lungo e difficile periodo della sua
vita, fino al momento della pensione, nel 1984.
Scherzava spesso dicendo : «di questo regno sono sazio,
mi piacerebbe vedere l’altro… ». Noi speriamo che egli abbia trovato
finalmente la pace, la pace del Signore, nel quale ha sempre sperato. E
così sia. |