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13 novembre festa dei nostri tre martiri bulgari: una santità condivisa |
La festa dei nostri tre beati martiri si avvicina e
ancora una volta siamo chiamati a riflettere sul senso della loro
testimonianza, sull’importanza di questo avvenimento, oggi, per tutta la
famiglia dell’Assunzione. Il cammino di santità non è un cammino
solitario, ma s’inscrive piuttosto in una lunga storia in cui la grazia di
Dio si manifesta attraverso le nostre relazioni, attraverso dei luoghi e
delle persone che ci preparano il terreno, che ci mostrano la direzione. Questa festa del 13 novembre ci invita ad allargare i nostri orizzonti.
Bisogna riconoscere con gratitudine e riconoscenza
che la “missione d’Oriente” è il frutto del dono di sé, di numerosi padri
e suore (inizialmente solo francesi, e successivamente della Provincia
religiosa di Lione, che varcava abbondantemente i confini francesi) e che
questa missione nell’Est Europeo continua la sua storia grazie alla mai
venuta meno generosità della provincia religiosa di Francia. Pensiamo in modo speciale ai nostri fratelli della Repubblica Democratica del Congo.
Tra loro ce ne sono alcuni che hanno rischiato e
continuano a rischiare la vita per servire i loro fedeli; ce ne sono
alcuni che hanno conosciuto la prigione e sono stati picchiati della
polizia. Anche la storia dell’Assunzione dell’America del sud, conserva il
ricordo di religiosi che sono stati messi in prigione a causa del loro
impegno di fede.
La presenza vivente dei tre padri martiri tra noi, è una sorgente
da cui attingere la forza, il coraggio e la fede per continuare ad essere
fondatori e testimoni di Cristo nel mondo.
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