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Il giorno 2 febbraio 2006 il vescovo di Iasi (Romania), Petru Gherghel, ha
promulgato gli Atti Sinodali stabilendo il loro effetto giuridico in tutta
la diocesi a partire da quello stesso giorno. E’ il frutto oltre quattro
anni di lavoro e di preoccupazioni da parte di tutti i membri della Chiesa
Cattolica locale i quali si sono uniti in preghiera, in incontri, in
dibattiti, analizzando tanto il passato quanto il presente alla luce del
motto evangelico “Duc in altum! – Prendi il largo” (Lc 5,4).

Cosa significa: “Prendi il largo” per “gettare le reti in mare per la
pesca”?
Precisa il Nunzio apostolico di Romania, Jean-Claude Périsset: “ Il Sinodo
diocesano di Iasi non si è chiuso con la pubblicazione delle sue
decisioni, approvate dal Vescovo, ma vuole che gli Atti Sinodali entrino
nell’anima di ogni prete, persona consacrata, laico affnché ognuno possa
camminare insieme agli altri nella stessa strada per compiere la missione
affidata dal Cristo.” La Chiesa di Iasi esiste dal 1884 ed è stata
costituita dopo secoli di “lavoro” pastorale da parte di molti religiosi,
in primo luogo i Francescani e poi i Domenicani.
Ora ha bisogno di un “aggiornamento” per poter rispondere meglio ai
bisogni della gente della Moldavia che sta vivendo grossi cambiamenti come
si può osservare nei capitoli sull’emigrazione (XII), l’educazione
cristiana nella scuola (XIII).
Gli Atti Sinodali vogliono essere qualcosa che assomigli a una bussola –
afferma ancora il Nunzio apostolico – per poter navigare verso il largo
del mare della nuova evangelizzazione.
I temi della Chiesa – comunione e corresponsabilità, il problema
dell’evangelizzazione e della catechesi, la valorizzazione
dell’eucaristia, il servizio sacerdotale, il posto delle persone
consacrate nella Diocesi, il problema del Matrimonio e della famiglia nel
contesto attuale, la presenza dei laici nella Chiesa e nella società, la
pastorale dei bambini e dei giovani integrata con gli aspetti educativi -
in particolare l’educazione cattolica nella scuole -, il problema dei
mezzi di comunicazione nella vita cristiana, il dialogo ecumenico, la
presenza missionaria della Chiesa locale di Iasi nelle attività
missionarie della Chiesa, i problemi legati al fenomeno dell’emigrazione,
e altre forme di servizio legate all’attività caritativa in Diocesi sono i
temi
centrali
analizzati dal Sinodo in stretta unione con la dottrina del Vaticano II.
Quale missione attende la Chiesa di Iasi?
Il tempo attuale è un “tempo di crisi”, - afferma l’Introduzione agli Atti
Sinodali – cioè un tempo nel quale mancano prospettive storiche e si
costata una preoccupazione nei confronti dei beni materiali. Vi è il
rischio di addormentare la coscienza in una felicità egoista in quel che
si possiede, dimenticando, per forza di cose, scelte coraggiose e austere.
Ma il tempo attuale è anche un “tempo adatto” per testimoniare il Vangelo
(cf. 2Cor 6,2). La speranza cristiana tiene spesso viva questa
convinzione, soprattutto in situazioni di smarrimento della nostra epoca.
Gli avvenimenti, le attese, i progetti e le preoccupazioni della gente
d’oggi della Moldavia costituiscono il contesto in cui il Vangelo può
essere annunciato. L’azione evangelizzatrice non può non tener conto del
fatto che la verità del Vangelo può essere testimoniata nel contesto e
nelle condizioni in cui gli uomini vivono. Il Sinodo indica una direzione
per la Chiesa Cattolica di Moldavia; meglio, la strada per
l’evangelizzazione può essere così sintetizzata: “Formare comunità che
vivano il Vangelo nella semplicità e nella gioia”. La premessa e la
condizione per realizzare questo obiettivo – dice l’Introduzione - è la
formazione dei fedeli a una fede adulta; cioè passare da una fede vissuta
per abitudine a una fede che sia una scelta personale, illuminata,
convinta, testimoniata. Il cristiano adulto offre anche ad altri i motivi
per i quali crede, pertanto sarà testimone nel mondo della cultura, nelle
strutture pubbliche, nella realtà sociale, nell’ambiente politico.

La Chiesa Romano-Cattolica della Moldavia vuole impegnarsi su due fronti:
da una parte, a dispetto di molte iniziative che disperdono, vuole
recuperare una visione di insieme per una miglior conoscenza della
direzione intrapresa; dall’altra vuole penetrare in profondità gli eventi
e i problemi per rendere efficace l’opera evangelizzatrice.
Il Sinodo è anche convinto della distanza che esiste tra i desideri
espressi e gli obiettivi previsti, ma spetta ora a tutti i fedeli la
missione di mettere in pratica con fedeltà e creatività nella propria
esistenza quotidiana quanto è stato detto affinchè la parola del Vangelo
arrivi al cuore di ogni uomo come Parola di vita, di salvezza e di
libertà.
Celeste Pianezze
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