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Preparato da molto tempo, con una serie di incontri
mensili, il pellegrinaggio a Lourdes della nostra parrocchia è stato
l’avvenimento più significativo dell' attività estiva.
È stato anche un avvenimento ecumenico perché i partecipanti erano per la
metà ortodossi.
P. Daniel, P. Claudio, suor Ana e suor Didina accompagnavano i 50
pellegrini cattolici, mentre i Padri Atanasio e Teodoro, con le loro
mogli, erano gli accompagnatori dei 50 pellegrini ortodossi.
Per una parte dei partecipanti, questa è stata un’occasione unica, perché
non avrebbero potuto fare questo pellegrinaggio, senza l’aiuto economico,
di altri pellegrini ed in special modo dei pellegrini tedeschi seguiti dal
P. Assunzionista Marie Gerard che merita una menzione speciale per il suo
impegno a favore della nostra missione d’oriente.
Il periodo del pellegrinaggio è stato quello dal 10 al 19 agosto, in
concomitanza con il pellegrinaggio nazionale francese. Il viaggio, lungo e
faticoso, ci ha costretti a dormire sull'autobus, due notti all’andata e
tre al ritorno,. Un viaggio tuttavia, ricco di incontri e di solidarietà
fraterna, come quella del parroco e dei parrocchiani di Sacconago (Busto
Arsizio), parrocchia di origine di P. Claudio e di P. Celeste.
La messa celebrata in rito bizantino, le litanie solenni della novena
dell’Assunta, la cena fraterna che ci è stata offerta, hanno lasciato in
ognuno di noi un profondo sentimento di gratitudine, soprattutto nei
nostri fratelli ortodossi, stupiti dalla bella chiesa visitata, e dalla
calorosa accoglienza ricevuta.
Grazie alla chiesa ambrosiana, per la sua generosità.
Dopo la seconda notte i viaggio, siamo arrivati a Montpellier. Volevamo
visitare il monastero ortodosso vicino a Bousquet d’Orb, ma purtroppo la
strada non consentiva l’accesso agli autobus e così, un po’ delusi,
abbiamo dovuto rinunciare a questa parte del programma particolarmente
voluta, dai sacerdoti ortodossi.
La sera dello stesso giorno, il 12 agosto, siamo finalmente arrivati a
Lourdes. L’attesa era grande, e l’entrata in città è stata accompagnata da
canti mariani che esprimevano la gioia per aver raggiunto la nostra meta.
Dopo esserci installati alla “Salus”, la grande casa dell’Unitalsi,
abbiamo subito iniziato il nostro itinerario spirituale con una visita
alla grotta, per poi andare a riposare, stanchi, ma molo felici.
Il 13, 14, 15, 16 agosto, sono stati quattro giorni intensi, ricchi di
celebrazioni e di grandi incontri.
Tra i momenti più significativi che hanno lasciato un ricordo nel cuore di
tutti, sono da sottolineare la via crucis col Padre Marie Gerard, la
preghiera ortodossa dell’Acatista celebrata dai Padri Atanasio e Teodoro
nella chiesa di S. Bernadetta, la processione serale alla vigilia
dell’Assunta, la messa e l’unzione dei malati (tra i quale il papà di P.
Daniel) nella basilica sotterranea.
Abbiamo lasciato Lourdes la sera del 16, con un po’ di dispiacere e di
nostalgia, ma con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza unica,
che ricorderemo per molto tempo.
Tuttavia il nostro itinerario, ci conduceva ancora sulle tracce di S.
Bernadetta e più precisamente a Nevers.
È qui che S. Bernadetta, dopo la sua consacrazione religiosa, ha vissuto
fino alla morte.
Degli amici francesi, Bernard e Claude Thiéry, ci attendevano per mettersi
al nostro servizio.
La
celebrazione della messa in rito bizantino, la visita del monastero dove
si trova il corpo della santa e una passeggiata in città, hanno riempito
il tempo della nostra giornata fino al momento della partenza, nel tardo
pomeriggio. Una nuova notte di viaggio ci attendeva.
Al mattino, il sole d’Italia ci ha accolti a Padova, altro importante
luogo di pellegrinaggio della cristianità. Alcuni amici italiani,
(Alfonso, Graziella e Teresa) si sono resi disponibili per guidarci nella
visita della città ed in particolare della Basilica di S. Antonio, santo
molto popolare anche tra i cristiani d’ Oriente.
Abbiamo vissuto un’altra giornata molto ricca, dove l’aspetto turistico e
l’aspetto spirituale si sono ben equilibrati.
Ancora una notte di viaggio ci attendeva. Questa volta per rientrare a
casa.
Le frontiere, l’attesa, i controlli, la fatica, le lingue sempre più
simili al bulgaro, ci hanno accompagnato fino a Plovdiv, nostro punto di
partenza.
Affaticati certo…Ma è stato sufficiente un po’ di riposo, per sognare, il
giorno dopo, un nuova ripartenza, un nuovo pellegrinaggio.
Grazie a tutti quelli che si sono impegnati per permetterci di vivere
questa esperienza di chiesa solidale, fraterna e ecumenica.
P. C.
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