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“Io sono in mezzo a voi come colui che serve” |
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Ci eravamo incontrati in occasione della festa dei
nostri tre Beati Martiri, a Plovdiv, il 13 novembre 2005. Durante la
liturgia, aveva concluso la sua omelia dicendoci che quello che aveva
detto costituiva un po’ il suo testamento spirituale. Per l’assunzione bulgara, la scomparsa di “Diado” (nonno) Metodi lascia un vuoto incolmabile. Era la “memoria vivente” della storia assunzionista bulgara. La sua morte, che giunge due anni dopo quella del Padre Gorazd, ci priva di un testimone che custodiva il ricordo vivente di una buona parte della storia assunzionista in Bulgaria dell’ultimo secolo. Oggi tra i padri bulgari ancora viventi, rimane il solo P. Hrabar, ma le sue condizioni di salute non gli permettono di assumere il ruolo di custode della “tradizione orale” . Diado Metodi era un uomo spirituale, proteso all’amore di Dio e degli uomini. Durante la nostra intervista del mese di febbraio, ci diceva che il momento più importante della sua giornata, erano le due ore che passava regolarmente alla cappella davanti al Santissimo Sacramento.
Ci raccontò anche un episodio molto significativo
del terribile periodo in cui in prigione veniva torturato. Un giorno per
obbligarlo a confessare la sua colpevolezza, fecero chiamare un amico col
quale era solito giocare a scacchi. Vedendolo sanguinante alla testa, con
il petto tutto nero a causa degli ematomi provocati dai colpi ricevuti,
l’amico gli disse: “Guarda come sei ridotto. Sembri il Cristo…”. E lui
rispose: “ No! Le mie sofferenze sono niente rispetto alle Sue…”.
Ha esercitato il suo ruolo di pastore e di vescovo,
attraverso la formazione umana e spirituale del popolo che gli era stato
affidato e ci ha lasciato numerose riflessioni spirituali che ci aiuteranno
a custodire la sua presenza tra noi. La comunità di Plovdiv |