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1.
– Ricorre quest’anno il 15° anniversario delle relazioni diplomatiche tra
la Santa Sede e la Bulgaria. I legami di stima e di vicinanza spirituale
che uniscono le due istituzioni, in realtá, sono più che millenari. Il
Principe Boris I, che regnò sulla Bulgaria dall’852 all’889, intrattenne
un intenso scambio di corrispondenza con i Papi di allora, tra cui Niccolò
I (858-867), Adriano II (867-872), Giovanni VIII (872-882). Come è noto,
nell’864 Boris I ricevette il Battesimo e proclamò il cristianesimo come
religione ufficiale ed unica del regno bulgaro. Egli più volte si rivolse
al Papa di Roma per esaminare problemi concernenti il cristianesimo e la
lingua liturgica. Sono famosi i “Responsa ad consulta Bulgarorum” di Papa
Niccolò I, che offrono interessanti informazioni sulla vita e le usanze
dei Bulgari di quell’epoca.
Dal punto di vista storico, merita pure particolare menzione l’opera
svolta nei Paesi dell’Est Europeo dai fratelli di Tessalonica, i Santi
Cirillo e Metodio, i cui discepoli, tra i quali Clemente, Arcivescovo di
Ochrida, trovarono in Bulgaria un terreno fertile per la predicazione del
Vangelo.
Cirillo e Metodio, dopo avere inventato l’alfabeto glagolitico per le
lingue slave, si dedicarono alla traduzione dei libri sacri e liturgici
nella lingua paleoslava o paleo-bulgara, cercarono di capire gli usi e le
tradizioni proprie di quei popoli e di interpretarne fedelmente le
aspirazioni ed i valori umani di cui erano portatori. Per mantenere, poi,
salda la comunione ecclesiale, si recarono a Roma ed ottennero
l’approvazione del loro operato da parte del Papa Adriano II.
In tempi più recenti, ha lasciato un indimenticabile ricordo del suo
operato in Bulgaria l’Arcivescovo Angelo Roncalli, il più illustre degli
inviati della Santa Sede che si sono succeduti nel Paese. Egli rimase in
Bulgaria 10 anni (1925-1934), prima come Visitatore, poi come Delegato
Apostolico. Il futuro Papa Giovanni XXIII (1958-1963), oggi beato,
organizzò la comunità cattolica di rito bizantino-slavo, elevò il
prestigio della Chiesa Cattolica, si dimostrò un vero amico del popolo
bulgaro, tanto che anche oggi spesso viene affettuosamente chiamato il
“papa bulgaro”.
Quest’anno, 80° anniversario dell’inizio della sua missione in Bulgaria
(1925), la Chiesa Cattolica ha voluto commemorare la ricorrenza, il 22
ottobre scorso, con l’inaugurazione di una chiesa, di rito orientale, a
lui dedicata. Il nuovo tempio sorge presso il convento delle Suore
Eucaristine a Sofia, sul terreno che egli stesso aveva acquistato per
costruirvi un Seminario per la formazione del clero locale.
2. - Le relazioni diplomatiche vere e proprie tra la Santa Sede e la
Bulgaria sono state allacciate esattamente 15 anni fa, il 6 dicembre 1990.
Esse sono state possibili con l’avvento della democrazia nel Paese, a
seguito della caduta del Muro di Berlino (1989). Dopo il lungo e difficile
periodo del regime comunista, tra la Santa Sede e la Bulgaria è stato
ripreso un dialogo amichevole e costruttivo che ha conosciuto momenti
molto significativi. E’ diventata ormai tradizionale la visita di una
delegazione governativa alla tomba di San Cirillo a Roma, 24 maggio di
ogni anno, Giornata della Cultura per la Bulgaria, visita nel cui
programma, in genere, è inserita un’Udienza con il Sommo Pontefice. Tale
ricorrenza, col tempo, ha acquistato sempre maggiore importanza ed è
occasione propizia per mettere in evidenza i forti vincoli spirituali e
culturali che uniscono il popolo bulgaro ai Santi Cirillo e Metodio,
portatori della fede cristiana, e per rafforzare i legami con la Santa
Sede.
Ma l’avvenimento che rimarrà impresso nella storia del Paese e che ha
innalzato il livello delle relazioni è stato il viaggio di Papa Giovanni
Paolo II (23-26 maggio 2002). L’evento ha avuto carattere pastorale ed
ecumenico, ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore del popolo bulgaro
ed ha posto le premesse per avviare un dialogo franco e cordiale con la
Chiesa Ortodossa. Dal periodo di gelo della guerra fredda, si è passati
alla stagione della primavera, rappresentata appunto dalla visita di
Giovanni Paolo II, tre anni fa.
In questi ultimi 15 anni, la Bulgaria ha vissuto profonde trasformazioni a
livello storico, politico, culturale, religioso. Essa si è impegnata per
rafforzare le sue istituzioni democratiche e per realizzare le riforme
necessarie per divenire uno stato moderno; ha adottato una nuova
Costituzione (12 luglio 1991); ha portato avanti con determinazione e
lungimiranza una politica Euro-Atlantica; è entrata a fare parte dei Paesi
membri della NATO (marzo del 2004); ora è alla vigilia del suo ingresso
nell’Unione Europea, meta che dovrebbe raggiungere il 1º gennaio 2007.
La Santa Sede segue con attenzione e simpatia questo processo di
trasformazione del Paese e sostiene il suo cammino verso l’integrazione
europea. Recentemente il Papa Benedetto XVI, rivolgendosi ai vescovi in
“visita ad limina” (9-13 novembre 2005), ha affermato che l’intero Popolo
bulgaro, a ragione, si sente parte della grande famiglia del Continente
Europeo; “formata da diverse componenti culturali e religiose, la Bulgaria
può divenire un esempio di saggia integrazione, di collaborazione e di
pacifica convivenza”.
3. – Con il nuovo clima democratico, la Chiesa Cattolica in Bulgaria ha
potuto riprendere la sua attivitá religiosa, pastorale e caritativa in un
clima di libertà e di tolleranza; nel 1990 è stata riconosciuta come
istituzione legale; dopo l’approvazione nel 1992, da parte del Parlamento,
della Legge sulla restituzione delle proprietà, che erano stato confiscate
anteriormente dal regime, ha recuperato parte dei suoi beni. Importante è
stata anche l’approvazione della nuova Legge sulle confessioni religiose
(20 dicembre 2002) che ha sancito per tutti il diritto di confessione
religiosa come “fondamentale, assoluto, soggettivo, personale e
inviolabile” (art. 2, 1). La comunità cattolica è una minoranza,
rappresenta circa l’1% della popolazione, è strutturata in due diocesi di
rito latino, Sofia-Plovdiv e Nicopoli, e una di rito orientale, l’Esarcato
Apostolico. Come viva oggi essa nel Paese?
Nell’indirizzo d’omaggio al Santo Padre, in occasione della su ricordata
“visita ad limina”, S.E.Mons. Christo Proykov, Esarca Apostolico e
Presidente della Conferenza Episcopale, ha giustamente affermato che la
comunità cattolica in Bulgaria è una piccolissima parte della Chiesa
Cattolica sparsa per il mondo. Essa è impegnata nel testimoniare la sua
fedeltá alla Sede di Pietro ed accompagna il ministero apostolico del
Santo Padre con la sua costante preghiera. E’ una comunitá viva ed attiva,
vicina ai fedeli, desiderosa di annunziare il Vangelo di Gesù Cristo,
sollecita nell’assistenza sociale e caritativa ai più poveri e bisognosi,
attraverso le strutture della Caritas locale.
Le parrocchie sono frequentate di fedeli, i giovani dimostrano entusiasmo,
i sacerdoti, i religiosi e le religiose danno generosa testimonianza di
zelo e di dedizione, i Movimenti di Apostolato animano la vita della
Chiesa con i loro carismi particolari. Numerosa è stata la partecipazione
dei giovani alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia, lo scorso
mese di agosto; dalle parrocchie delle tre diocesi della Bulgaria sono
partiti circa 400 giovani, dando una bella testimonianza di fede e di
amore a Cristo e di affetto verso il Santo Padre. La Chiesa è anche
impegnata nel darsi alcune strutture necessarie per l’esercizio del culto
cristiano e per lo svolgimento delle sue attivitá pastorali. Il 22 ottobre
scorso, come giá accennato, l’Esarcato Apostolico ha inaugurato la nuova
chiesa, dedicata al beato Giovanni XXIII. Il giorno successivo a Hissar,
nella diocesi di Sofia-Plovdiv, è stata inaugurata una chiesa dedicata
alla Santa Famiglia di Nazareth. Ora si sta completando la ricostruzione
della chiesa concattedrale latina di Sofia, dedicata a San Giuseppe; si
spera che essa potrá essere consacrata a fine maggio prossimo.
4._
Papa Benedetto XVI, rispondendo all’indirizzo dei vescovi in “visita ad
limina”, ha detto: “Dai colloqui, che ho avuto con ciascuno di voi, ho
tratto la convinzione che la Chiesa Cattolica in Bulgaria è viva e
desiderosa di offrire con entusiasmo la propria testimonianza a Cristo in
mezzo alla societá in cui vive. Vi incoraggio a proseguire su tale
cammino, sforzandovi di diffondere, pur nella limitatezza delle forze a
vostra disposizione, il Vangelo dela speranza e dell’amore”. E’ una
consegna che il Papa ha dato alla comunitá cattolica: essere autentica
testimone di Cristo nella societá in cui vive. Ogni cristiano deve
accogliere tale sfida che richiede impegno e generositá.
Msg. Giuseppe Leanza
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