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Un tempo passato insieme |
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Durante tutto il ritiro, tenuto da Suor
Silvia, i giovani hanno imparato a dare un senso al silenzio. Meditando la parola di Dio, e contemplando l’attitudine dei personaggi biblici essi hanno capito che è Gesù stesso che sceglie, che cerca, che chiama, che invia.
È ancora Lui che desidera ricevere da parte di
ciascuno di noi una risposta affermativa, per la realizzazione del
progetto di Dio. È importante per l’uomo darsi i mezzi necessari per ascoltare, per comprendere e per mettere in pratica la chiamata di Dio. Gesù, diceva suor Silvia:
“ non ci chiede di
rinunciare a ciò che siamo. Vuole piuttosto portare a compimento quello
che è presente nel più profondo del nostro cuore. Vuole allargare i nostri
orizzonti. Vuole liberarci dalle nostre paure e dalle nostre reminiscenze”
Guardando da vicino l’attitudine di Mosè di
fronte al crudele egiziano, si è visto che l’ “esagerazione” del bene (Mosè
ucciderà in nome della giustizia) è una conseguenza dolorosa nel progetto
che Dio ha su ognuno di noi. Nella lotta quotidiana contro il male,
l’importante è di non scoraggiarsi nel fare il bene, perché è meglio
compiere errori facendo il bene che fare il male.
Alla fine di questo tempo di ritiro spirituale si è deciso di fare tutti una rilettura della propria vita.
Tutti i giovani sono partiti con la
convinzione che l’Eucaristia, è la risposta per tutti i giovani del nostro
tempo e la garanzia che la nostra missione sarà compiuta e realizzata. |