il diario della sessione

 
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9  settembre   

Ritorno alle sorgenti

Immaginate un luogo di culto importante della vostra Chiesa, davanti al quale una fila di cinquanta metri attende di entrare.

È il caso, in questa domenica, del monastero di Bachkovo, una delle tre sorgenti della Chiesa Ortodossa Bulgara. La fila continua anche all’interno, fino al centro del monastero, davanti ad un’icona della Madre di Dio.

Un uomo si avvicina all’icona, esitando, senza saper bene cosa fare, alla fine accarezza con la mano l’icona, fa il segno di croce, e si allontana. Turista? Fedele? A Bachkovo, questa frontiera è fluttuante. In coppia, in famiglia, ci si spinge in questa domenica, per visitare un luogo simbolo della storia e dell’identità bulgara, ma è la fede ortodossa che qui soprattutto si incontra. Per qualcuno male abituato alla venerazione delle icone come il sottoscritto, è stato un po’ come ritornare alle sorgenti della fede.
 

8 settembre  
 

Lo splendore dell’incontro.

Si sono appena risvegliate. Eccole davanti alla porta, con le loro lampade in mano, giovani, nei loro abiti di festa. Hanno dovuto aggiungere dell’olio perché le lampade fanno brillare i loro volti. Attendono, e la gioia e la pace scendono nei loro cuori. Nella notte si vedono i chiarori del corteo nuziale che avanza e si sentono i canti di festa che annunciano lo sposo.

Oggi si festeggia la natività di Maria ed abbiamo deciso di festeggiarla con i nostri fratelli ortodossi. In piccoli gruppi ci siamo suddivisi tra le diverse chiese di Plovdiv. Entrando nella piccola chiesa ortodossa siamo entrati anche nella gioia della luce e nella festa dei canti. Accendiamo un piccolo cero e volgiamo lo sguardo verso la porta al centro dell’iconostasi. I canti della corale quelli dei preti dall’altra parte dell’iconostasi,non cessano mai. La chiesa si riempie a poco a poco, ci si stringe per lasciare liberare il passaggio alla Parola di Dio ed alle offerte portate in processione. Lo attendiamo e sappiamo nel più profondo di noi stessi che anche Lui ci aspetta da sempre, perché è lui che per primo ci ha amati. Nella storia di un popolo, nella storia di ogni uomo, un giorno,Dio ci ha incontrati, e quel giorno illumina ancora la nostra vita. I nostri fratelli ortodossi celebrano la memoria di quest’incontro che è anche il filo rosso delle nostre vite. Che sempre risplenda in ogni uomo luce del ricordo di questo incontro
 

7  settembre   
Là dov'è il tuo tesoro

Le comunità dei Padri e delle suore di Plovdiv si trovano in un quartiere dove ci sono due università di cui una è l'ex collegio S. Agostino appartenente, un tempo, alla nostra Congregazione  Con l'inizio dei corsi di studio si vedono sempre più giovani e belle ragazze e ragazzi altrettanto giovani e atletici camminare per le vie. Se ne vedono numerosi anche in centro città, ricco di negozi e vetrine luccicanti. Una domanda viene subito spontanea: dove sono gli anziano? Essi sono tra i più poveri in Bulgaria. Gioventù è sinonimo di bellezza; vecchiaia di emarginazione.  « Là dove è il tuo tesoro, è anche il tuo cuore. »
Il p. Galabert ha avvicinato nella Bulgaria del 1860 i più potenti ed i più deboli; il suo diario ce lo mostra ricevuto dai notabili del tempo e qualche giorno dopo visitare un villaggio sperduto.        Che libertà!                                                                                                                                                                     Il P. Pie Neveu, ancora novizio, chiedeva nel 1896 di partire in Russia, dicendo che "apparteneva di fatto e di diritto al rito latino, ma che nel cuore e nel desiderio era di rito slavo" Sappiamo come sia restato in Russia durante la rivoluzione bolscevica, la guerra civile, il comunismo. Il p. Sévérien Salaville ha profondamente studiato le liturgie orientali negli anni 1920-1940; e, studiando in modo particolare, le liturgie dell'eucaristia, ha potuto dimostrare che delle opposizioni considerate come tradizionali tra le tradizioni orientali e la tradizione latina, nascondevano di fatto dei profondi punti in comune. Tutti avevano il loro tesoro nel regno di Cristo e Lui ha dilatato il loro cuore.
 
 
 2 settembre   

 

POKROVAN
 

Pokrovan è un piccolo villaggio a circa tre ore di strada da Plovdiv,nelle montagne che separano la Bulgaria dalla Grecia. Alla fine del XIX° sec. Questo villaggio era ancora sotto la dominazione turca e greca. Perfino nella liturgia si faceva sentire l’influenza greca.

La chiesa cattolica di rito bizantino apparve come uno spazio di libertà: si poteva pregare in bulgaro, mantenendo proprio rito, e la Chiesa cattolica in Bulgaria era guidata da un vescovo bulgaro. A Pocrovan tutto il villaggio divenne cattolico.

Qualche anno più tardi il potere ottomano favorì la creazione di un patriarcato ortodosso per la Bulgaria: le ragioni per divenire cattolici si in demolirono. Inoltre l’appartenenza alla Chiesa cattolica rendeva la vita quotidiana più difficile. Il primo vescovo cattolico fu rapito, il secondo avvelenato. Ma il villaggio di Pocrovan restò fedele alla sua scelta. All’inizio del XX° sec. Questo piccolo villaggio si trovò coinvolto nei cambiamenti politici causati dall’indebolimento dell’impero ottomano.

Ci fu la prima guerra balcanica: i popoli sotto il potere turco respinsero le armate occupatrici; nasce la nazione bulgara. Ma la coalizione di paesi amici si divide presto entra in disaccordo e si divide permettendo ai nemici di sempre di rialzare la testa. In questo contesto l’armata turca occupò nuovamente il villaggio, radunò tutti gli uomini nella chiesa egli diede fuoco.

Il villaggio martire di Pocrovan costruì sulle ceneri della prima, una nuova chiesa, che fu benedetta da Msg. Ronacalli nunzio apostolico in Bulgaria e futuro Papa giovanni XXIII. All’inizio della nuova nazione bulgara, rimane un piccolo villaggio racchiuso tra le montagne.

Questa situazione fece sì che il governo comunista lo trasformò in luogo di esilio per i dissidenti: la strada per raggiungere il villaggio è cancellata dalle carte geografiche, i posti di blocco della polizia impediscono ogni libero accesso.

Durante tutti questi anni dei pari Assunzionisti e delle suore Eucaristine, aiutarono la comunità a continuare a vivere nelle fede, a celebrare la resurrezione di Cristo in mezzo alle tenebre.

Oggi siamo andati tutti a Pocrovan.

Giorno di festa per il villaggio e per noi. I frutti della fede non si vedono senza degli uomini e delle donne che diventano testimoni viventi. A Pocrovan si sente con più forza che Dio si è fatto uomo e la sua fedeltà è radicata in ciascuno di noi.

 
 
 1 settembre   
 

Chi sono?

Io sono nato in un piccolo popolo, in una regione del mondo, dove tanti popoli sono passati, si sono mischiati e affrontati. Sono stati la fede ed un regno che hanno fatto l'unità del mio popolo. Una volta era indipendente, ma da molto tempo vive sotto le dominazioni delle grandi potenze straniere, ora l'una ora l'altra.   E la sua memoria è dolorosa. Spesso ha cercato di conquistare la sua indipendenza, ma senza successo. Una grande speranza, un profondo desiderio di vivere l'abitano e anche una grande impazienza.Io sono nato in Bulgaria.Sono nato in Galileia. Questa domanda: "chi sono io?". Questa domanda è tanto inevitabile quanto pericolosa nei nostri paesi.Una risposta troppo affettata è spesso la guerra, l'aggressione di altri, una nuova ferita nella nostra storia. In fondo vorremmo essere noi stessi, ma tanti altri fin dalle origini dei nostri popoli, sono legati per il meglio o il peggio della nostra identità. E' un miscuglio! come il grano e la zizzania nel campo.
Allora: per voi, chi sono io? Non risponderò solo. Affinché siamo uno, rimetto a voi la domanda.

 

 
 31 agosto   

 

La roccia e la sorgente

L’immagine che noi abbiamo del monaco ortodosso evoca un abito nero ed una lunga barba irsuta, una figura austera e le pratiche ascetiche di certi santi eremiti come S. Giovanni di Rila. La roccia, la grotta dell’eremita, il monte Athos. Possiamo guardare la tradizione della chiesa orientale sotto questo aspetto. Ma questo significa dimenticare altre immagini che conserviamo nella nostra memoria: la luce delle chiese, la fluidità delle cupole, il dono spirituale riconosciuto delle lacrime, l’affermazione di un Dio che raccoglie il desiderio intimo dell’uomo, che vivifica e trasforma ogni cosa col suo Spirito. Dio celebrato, pregato, amato. Dio che trasforma la roccia in sorgente. Questo Dio così vicino al suo popolo, cede alla preghiera dell’uomo per donargli l’acqua là dove ne ha bisogno. Dio trasforma i nostri cuori di pietra in sorgenti vive. Questa sera nel corso della Divina Liturgia le nostre suore hanno intonato un canto a Cristo. Ecco il nostro Dio: Egli ha messo nel cuore di tutti gli uomini il desiderio di conoscerlo, e li ha riuniti in un solo corpo attraverso la vita del suo unico Figlio, Gesù Cristo per cantarLo come questa sera
 

 
 30  agosto   
 

IVAN RILSKI
Ivan Rilski, S.Giovanni di Rila è un po’ il padrino della Bulgaria. Nato alla fine del IX°sec., poco dopo la formazione del primo regno bulgaro e dell’arrivo del cristianesimo, ha vissuto tutta la sua vita “nella preghiera, il digiuno e le lacrime” ed è stato “un fondamento di conversione” come dice una preghiera ortodossa in suo onore.

La storia delle sue reliquie e dei suoi miracoli sposa quella della Bulgaria fino ai nostri giorni. Rila si trova in una valle chiusa il cui accesso non è dei più facili; tuttavia è il più importante luogo di pellegrinaggio turistico e culturale della Bulgaria e soprattutto è il più importante luogo di fede. Al di là della leggenda agiografica (il racconto della vita di s. Giovanni di Rila è molto romanzato), sorprende come ancora oggi, dopo dieci secoli, questo santo sia considerato dai bulgari, un vero dono di Dio per il loro paese. Questa attitudine dei bulgari, davanti alla previdenza di Dio per un piccolo popolo come il loro, conduce ogni fedele alle sorgenti del proprio battesimo, per scoprirsi amato da un Dio pieno di tenerezza e bontà.
 

29 agosto    

La porta regale

Quando entrate in una chiesa orientale, vi trovate subito di fronte ad un muro.

Troppo alto per vedere dall’altra parte, impossibile da aggirare.

Su questo muro di legno, le icone aprono il nostro sguardo su quello che si trova dall’altra parte: la luce, i volti dei fratelli e delle sorelle che ci accolgono.

Nel muro c’è una porta che si apre durante la liturgia.

È la porta tra l’al di qua e l’al di là, tra “il cielo e la terra”, è la porta dove la Parola di Dio esce per essere proclamata, dove il Corpo e il sangue di Cristo ci vengono offerti.

È la porta regale: la porta dell’Amore.
Il nostro confratello Msg. Louis Pelatre, responsabile della diocesi cattolica di rito latino di Istanbul, ha condiviso con noi la sua lunga esperienza di coabitazione e di incontro con altre chiese presenti in un paese mussulmano. Per superare i muri delle differenze, delle vecchie divisioni, i muri della lingua e della cultura, non c’è che una sola porta: la porta regale dell’Amore.

Si comincia in tutta semplicità: entrando per la porta del vicino, entrando nella chiesa di un’altra confessione cristiana.
“Come pretendete di conoscere l’altro se non siete mai andati da lui e lui non è mai venuto da voi?” Questo è anche il vero modo di entrare in relazione con Dio.
Lui la porta l’ha aperta, sta a noi entrare.

 

28 agosto   

L’ultima parola

Davanti ad una situazione difficile si è tentati di risolvere rapidamente il problema con una decisione finale, con un’ultima parola senza appello. Quante volte nella sua storia la chiesa cattolica di rito bizantino si è trovata a subire questa condizione? Quanti commissari politici hanno predetto la sua sparizione? E cosa dicono di tutto questo le statistiche che oggi evidenziano la sua debolezza?

Ma, come ci ha spiegato oggi Msg. Xristo Proykov, il vescovo  che è a capo della Chiesa cattolica di rito bizantino di Bulgaria, l’ultima parola è la parola di Dio.

Questa parola si è incarnata in un popolo e nella sua storia.

La parola di Dio ha a cuore  i fratelli e le sorelle di questa Chiesa.

La loro storia è una storia biblica, come quella di Abramo, in cui la piccolezza e la fragilità sono state e sono occasione per permettere a Dio di manifestare la sua alleanza, la sua fedeltà.

E’ Lui  l’ultima parola!

27 agosto    

La Chiesa normale?

 

Un piccolo gruppo di suore Oblate cercava la chiesa cattolica di rito bizantino a Varna. Domandano a qualcuno nella via dove si trova la chiesa. Vedendo il loro velo rispondono:"la chiesa normale?"

Sì, in effetti, noi cattolici di rito latino o bizantino, non siamo la chiesa normale in Bulgaria, senza cogliere in questo nulla di peggiorativo.

Questa prima giornata di lavoro ci ha ben mostrato quanto la Chiesa d'Oriente è radicata in questi luoghi, fino a diventare la chiesa di un popolo.  E in Bulgaria l'antichità ed il peso della Chiesa ortodossa, fanno che sia proprio quest'ultima la "Chiesa normale".

Che situazione per i nostri fratelli cattolici di rito bizantino!

26 agosto 07    

 

Incontro

 

 


Prima che inizi la Divina Liturgia, la gente si riunisce poco a poco in chiesa.

Delle candele di cera gialla sono accese davanti alle icone, dove i fedeli si soffermano pregando silenziosamente. Alcuni sfiorano le icone con le dita o con le labbra per offrire un bacio colmo di rispetto, riverenza,  gratitudine. Poi la liturgia comincia: ci si affida a Dio, ci si lascia condurre.

Anche noi; ci siamo a poco a poco riuniti, assunzionisti e oblate dei quattro continenti.

A partire da questa domenica ci immergeremo nello splendore della Divina Liturgia.

Affidiamo a Dio queste tre settimane; le nostre scoperte, i nostri incontri, le risonanze dei nostri cuori, lasciamoci condurre!
 

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